sabato 31 marzo 2012

Vasilij Kandinskij - Composizione VIII - 1923

La necessità di astrarsi dalla Realtà è foriera di un bisogno intrinseco nell'uomo di ritirarsi da tutto ciò che è quotidiano, per vederlo sotto una luce meno reale e spaventosa.
Kandinskij non ha astratta un mondo reale, ha astratto un'utopia in cui il linguaggio prendeva nuove forme e regole e la Realtà assumeva colori e forme verosimili ma più in sintonia con la personalità di chi ha creato questo rifugio.
L'astrazione non è da intendersi come un viaggio che debba essere inteso come uno spostamento dal Reale all'Astratto ma a volte si deve partire dall'Astratto per entrare in contatto con una mentalità assolutamente personale, che non segue regole o convenzioni comuni, ma solo il rispetto dell'individualità.

martedì 27 marzo 2012

Canaletto - Il Bucintoro Al Molo Il Giorno Dell'Ascensione - 1729

Quando un architetto prende pennello e tavolozza e inizia a colorare un tela, non si può mai essere certi del risultato. Dove terminerà questa avventura?
In questo caso siamo di fronte ad un'apoteosi di colori impregnati dello spirito della Scuola Veneziana, siamo di fronte all'immobilità dell'attimo come in una foto e possiamo godere di ogni piccolo e preciso particolare architettonico come se avessimo la possibilità di vedere il progetto di costruzione di tutto ciò che può essere costruibile in questa tela - dagli edifici alle imbarcazioni.
Canaletto non solo è stato maestro del colore ma è stato un insuperabile esempio di precisione, di amore per il dettaglio e amore per una città che ancora oggi esiste ma si è depauperata della sua originale bellezza. Non vi è traccia di un appiattimento turistico/commerciale fra queste pennellate è tutto passione e voglia di festeggiare... anche se il tutto è laccato da una patina di opulenza ed eleganza che non era una caratteristica omogenea della città.

lunedì 26 marzo 2012

Piet Mondrian - Grey Tree - 1912

Astrarsi dalla Realtà non è un procedimento meccanico e definito da regole. Non possiamo percorrere a ritroso questo cammino senza la guida di chi l'ha compiuto prima di noi, semplicemente perché astrarsi è altamente personale, spoglia le percezioni di tutto ciò che possa essere considerato "comune" e si arricchisce di un essenzialità dalla forte influenza personale.
Mondrian è uno dei grandi maestri dell'Astrazione e ci mostra quanto sia insondabile questo terreno da parte di terzi che non hanno quel bagaglio culturale e di esperienze che possa accomunare con il pittore.
Non esiste un astrattismo, esistono semmai degli astrattismi ed è dovere di chi vuole mettersi in contatto con queste diverse forme il sondare e apprendere un mondo che esiste sulla tela solo perchè è stato concepito in una mente...

giovedì 22 marzo 2012

Jean Honoré Fragonard - L'altalena - 1770

Nel corso dei millenni la Natura è stata soggetta a numerose trasformazioni da parte dell'uomo. Non solo da un punto di vista agricolo/architettonico ma soprattutto artistico.
Ciascun movimento artistico, ciascuna filosofia, molti artisti hanno visto la Natura con occhi diversi, trasformandola e plasmandola secondo i loro ideali e visioni del mondo.
Da scarno scenario a imperiosa protagonista, la Natura è presente in ogni era dell'Arte. Assumendo vari ruoli e abbigliandosi in modi sempre nuovi e diversi. Fragonard l'ha resa immensa come Altdorfer fece nel 1510 con il suo San Giorgio e il Drago. Sembra soffocare i protagonisti della tela che vengono quasi persi dall'osservatore per colpa delle fronde assai lussureggianti. La figura maschile è in perfetta sintonia con la Natura stessa, tanto da indossare gli stessi colori e la donna, leggiadra e quasi eterea sulla sua altalena spicca per le sue vesti che sono l'unica macchia di colore ma riprende le stesse volute vapore degli alberi.
Forse che gli artisti, in generale, abbiamo sempre parlato di quel bisogno che in fondo sentiamo tutti di vivere in simbiosi con la Natura? Bisogno che, a quanto pare, non riusciamo a soddisfare?

lunedì 19 marzo 2012

Giulio Romano - Allegoria Dell'immortalità - 1520ca

Non esiste sogno più fervido nell'immaginario di umano dell'immortalità. La voglia di non scomparire e la paura che la morte renda delle esistenze inutili e dimenticate è ciò che da secoli muove l'Arte e la creazione.
Giulio Romano crea un'immagine allegorica dell'immortalità di una ricercatezza culturale senza pari. Da sempre innamorato del mondo della mitologia e dell'epica non si lascia sfuggire l'occasione di dipingere un modo in cui la condizione dell'immortalità viene ad essere reale.
Simboli geometrici, divinità, colori... è un mondo che non è tangibile ma che da sempre esiste dentro ognuno di noi e che per millenni abbiamo tentato di esprimere tramite il mito. Dar forma e consistenza al mito... ecco la grandezza di questo Maestro.

venerdì 16 marzo 2012

Giorgione - I Tre Filosofi - 1504

Siamo di fronte ad uno dei più misterici pittori italiani. In ogni sua opera riesce non solo a presentarci una tecnica pittorica sublime ma riesce anche ad incantarci con un modo di mistero e di simboli, che spesso o non trovano o non hanno mai avuto un significato preciso.
La ricerca umana della Verità ha interessato ogni singolo giorno della Storia umana. Non esisterebbe un modo migliore di rendere omaggio a questa necessità di quello scelto dal pittore. Tre filosofi di origine diverse, da come possiamo evincere dall'abbigliamento, si riuniscono, discutono e sondano le oscurità della Realtà e della condizione.
La conoscenza porta la luce, l'oscurità è assenza di sapere e come tale va studiata e compresa... o almeno si deve tentare.
La tela sembra non solo rendere omaggio alla scena simbolica ma ricrea un anfratto in cui lo spazio/tempo è sospeso, non è Reale, per infondere ancor più la sensazione di universalità della condizione di non-sapere e dello sforzo di ricerca, che accomuna gli esseri umani.

giovedì 15 marzo 2012

Edgar Degas - La Famille Bellelli - 1867

Forse ci si aspetterebbe un po' più di tatto nel ritrarre la famiglia dei propri amici che fra le altre cose ti ospitano anche a Firenze durante uno dei tuoi viaggi. Tatto o ipocrisia, forse...
Con una sottigliezza non tanto leggera Degas immortala in un ritratto i quattro personaggi che compongono  la famiglia dell'amico Bellelli mettono in luce la gelida indifferenza che alberga fra il marito, che noncurante del resto continua a prestare la sua attenzione ai fogli sul tavolo, la moglie invece fissa un punto non definito nel vuoto, quasi obbligandosi a non rivolgere l'attenzione ad un marito con non ne merita dato che non ne offre e le figlie palesemente rese insicure dalla situazione tesa.
Un'opera in cui il Verismo e la fedeltà alla Realtà non tolgono dalla scena una strabiliante capacità di usare la luce e i colori per dare una profondità degna dell'Arte fotografica.

mercoledì 14 marzo 2012

Eugène Delacroix - Morte Di Sardanapalo - 1827

Delacroix ci vizia sempre. Il nostro occhio non trova mai pace nei suoi quadri, intrisi di movimento, dettagli e particolarità sempre inaspettate.
Guardiamo cento volte lo stesso quadro, questo quadro magari, per cento volte troviamo un dettaglio che non è stato notato la volta precedente.
Delacroix non si limita a dipingere un evento storico o inventato, lo ricrea. Ricrea un mondo e un passato che non si è vissuto direttamente, ricrea le vite dei personaggi che possano apprezzare dalle centinai di dettagli ed espressioni che molto magistralmente riesce a rendere sulla tela. Crea un'atmosfera nella quale ci possiamo immergere insieme ai personaggi.
Possiamo entrare nei suoi quadri, possiamo entrare in questo quadro e avere delle percezioni perfette sull'evento rappresentato e a fatica possiamo riemergere da questa apnea di sensazioni...

martedì 13 marzo 2012

Petrus Christus - Ritratto Di Giovane Donna - 1460-1470

Immortalare la propria immagine su una tela può essere un tentativo di creare un'immagine di sé stessi che non soffra l'ossidazione del Tempo o addirittura di essere ricordati per sempre dai posteri.
La giovane donna ritratta da Petrus Christus sarà per sempre con noi, ma sarà per sempre spogliata della sua individualità e sarà costretta a sopravvivere come un'icona idealizzata di Bellezza femminile quattrocentesca.
Petrus Christus è stato uno dei responsabili della nuova tendenza dell'Arte, che si sviluppò in questo periodo. I ritratti vengono messi al servizio anche di persone comuni, che possono voler realizzare un'immagine ad uso familiare e non solo dai grandi che rimarranno fissati nella memoria comune.
E' bellissimo vedere come questo quadro, nonostante la sua fama, riesca a mantenere un aspetto familiare che la notorietà non riuscirà mai a rovinare. La donna è universalmente conosciuta, ma non si sa nulla di lei e della sua famiglia, delle sue origini e dei suoi vizi.
L'Arte sa essere un potente canale di divulgazione ma non sarà mai traditrice.

sabato 10 marzo 2012

Albrecht Dürer - Il Cavaliere, La Morte E Il Diavolo - 1513

Riempire un'opera di una miriade di elementi non è cosa da poco, soprattutto se ogni elemento può apportare un ventaglio di significati che arricchiscono notevolmente il valore simbolico dell'opera.
Che la nostra realtà sensibile possa interagire con realtà paranormali o spirituali che vibrano a frequenze diverse della nostra e possano in qualche modo intersecarsi è un desiderio più volte espresso nella Storia.
Albrecht non solo riesce a ricreare un mondo tangibile ma spirituale, ma lo fotografa con una precisione impressionante.
La scena potrebbe essere un racconto, potrebbe essere la raffigurazione di un trotto silenzioso immerso nei pensieri di una vita...
Apoteosi della complessità sia compositiva sia simbolica, solo un Maestro poteva realizzare con tanta precisione quel mondo che si crea nella mente e renderlo reale.

venerdì 9 marzo 2012

Anonimo - Venere di Willendorf - Paleolitico

Il bisogno di Arte nacque all'alba della Storia dell'uomo. Fame, morte, dolore ed estinzione erano le paure che attanagliavano un uomo ancora poco evoluto e le stesse attanagliano quello di un uomo apparentemente più evoluto.
L'adagio "la bellezza è soggettiva" racchiude una verità molto più grande delle sue quattro parole. Durante i diversi millenni di Storia il concetto di Bellezza è cambiato inesorabilmente al punto che una donna dalle sembianze della Venere di Willendorf oggi cadrebbe in depressione e sarebbe ai margini della società, mentre nel passato era vista con una punta di invidia da chi non veniva considerata adatta alla riproduzione perché troppo magra e gracile.
L'Arte si evolve, cambia forme e colori, ma rimane sempre fedele a sé stessa, siamo noi che la vogliamo considerare diversa da quello che è. Ci si nasconde dietro a parole come espressione di sé, raffigurazione, rappresentazione di sé... tante belle espressioni. L'Arte è un talismano, che vogliamo possedere o fabbricarci perché sia una sorta di protezione contro la Bruttezza della vita (ecco perché l'Arte deve essere bella), contro le nostre paure ataviche (ecco perché in un'opera riversiamo - sia se creiamo l'opera sia se l'osserviamo - tutte le nostre frustrazione e paure)...

mercoledì 7 marzo 2012

Artemisia Gentileschi - Allegoria Della Natura - 1638-1639

Credere in sé stessi è una buona attitudine che può permettere di avere un notevole successo nella vita. Prendere la decisione di ritrarsi nei panni dell'Allegoria della propria professione è un atto di totale sfida nel confronto di un mondo che non solo comporta una forte competizione ma era solito denigrare le donne nei panni di pittori, elevandole (però) a muse ispiratrici angelicate e angelicanti.
Artemisia Gentileschi è una donna che è riuscita a raggiungere uno status sociale talmente elevato per il suo periodo che dovrebbe essere presa ad esempio da tutti per la sua grande tenacia e passione per l'Arte.
La vita è stata beffarda e dura nei suoi confronti ma non si è mai fatta affliggere, tanto che è riuscita ad ottenere molto più di molto suoi colleghi uomini.
Violata e bistrattata dal mondo maschile, viene ora abusata da un mondo femminista che la vorrebbe sua portabandiera contro ogni logica, dal momento che Artemisia non ha nulla a che spartire con il femminismo e ha tutto da insegnare a coloro che nonostante le avversità della vita decidono di seguire le proprie ispirazioni e sogni, tenendo lo sguardo alto e non avendo mai paura di dire quello che si pensa.

martedì 6 marzo 2012

Giorgione - La Tempesta - 1506ca.jpg

Quest'opera di Giorgione è uno dei suoi capolavori più celebri. La notorietà del quadro, purtroppo, non è dovuto alla maestria con cui è realizzato, ma al contenuto altamente criptico e di difficile interpretazione.
Innumerevoli sono gli studi o i tentativi di studio che hanno interessato questa tela e spesso troppe e troppo inutili pagine sono state sprecate per trovare una chiave di lettura.
Il soggetto è decisamente interessante e l'abilità di Giorgione credo non necessiti di parole per essere apprezzata.
E se il tutto non fosse altro che un Surrealismo precoce? Una dimensione fantastica nata da un evento onirico? O meglio, se fosse semplicemente la trasposizione sulla tela di un suo sogno?
Si potrebbe tentare di interpretare il sogno con l'aiuto della letteratura freudiana, ma sempre sogno rimarrebbe, quindi non esisterebbe alcuna necessità di trovare una spiegazione dove questa non c'è mai stata...

venerdì 2 marzo 2012

Luca Giordano - Antro Dell'eternità -1685ca

Ha incantato Italia e Spagna con la sua Pittura. A pieno titolo ha varcato la soglia dell'Antro dell'Eternità. Ma fama è tiranna e chiede sempre conto di ciò che regala, tanto che Luca Giordano sta diventando uno dei tanti (forse troppi) grandi sconosciuti.
Desiderio di ogni essere umano vivente è quello di avere la certezza di un'eternità che sia quanto più simile alla Realtà tangibile dove siamo confinati, certezza che altro non è che una sorta di sicurezza di non sentirsi completamente inutili e di avere una seconda possibilità.
Che sia vero o no, non spetta all'Arte dirlo, anche se l'Arte è eterna e non mi riferisco alla durata secolare delle sue opere, che eterne non sono; ma alla necessità che a portata a far nascere l'Arte, la necessità di superare le paure ancestrali dell'essere umano, che sin dalla notte dei tempi si trova a vivere in una sorta di eterna paura di scomparire.

giovedì 1 marzo 2012

Pietro da Cortona - Trionfo Della Divina Provvidenza - 1633-1639

Nei secoli l'Arte ha sempre creato una sorta di smarrimento in chi se ne avvicina. O per l'eccessiva bellezza, o per le nuove tecniche o per l'eccessivo ermetismo come nell'epoca contemporanea.
Il periodo classico non è da meno. Come non provare smarrimento, un senso di profondo smarrimento davanti a questo incredibile esempio di pittura barocca.
L'artista pressoché sconosciuto dal grande pubblico è stato uno dei grandi del suo tempo. La sua opera è immensa, gli aggettivi sarebbero scontati e qualunquisti. La visione lascia esterrefatti. Il dovere supremo della Storiografia e della Critica dell'Arte è l'attenta osservazione e offrire aiuto nel vivere un'opera.
Non soffochiamo la Bellezza di un'opera con mille dati tecnici, conoscenze e descrizioni astruse. Lasciamo che l'opera ci parli, che ci racconti quello che ci vuole a livello anche personale. Non esistono regole per vivere l'Arte esiste solo la sincerità fra noi e l'opera.
Cosa ci racconta questa scena? Non sarebbe corretto dire ciò che dovreste pensare... buona esperienza...