domenica 26 febbraio 2012

Abraham Janssens - Cerere, Bacco E Venere - 1601

La perdita del Paganesimo ha comportato anche un accentuato distacco con la Natura. Da una credenza più naturalistica, che metteva in contatto diretto l'uomo con le varie e variopinte divinità naturali siamo arrivati a religioni più concettuali, che vorrebbero elevare la condizione umana a superiore rispetto ai regni animali ma la schiacciano nel senso di colpa e nel peccato, per garantire un controllo.
L'Arte ne ha risentito e si ha avuto un notevole indebolimento dei canoni di creazione e soprattutto di fantasia a favore di una maggiore propaganda a volte lugubre e densa di senso di colpa.
Dove sia la verità non spetta a nessuno di noi dirlo, cosa sia giusto credo sia molto chiaro... basta discostarsi dalla tendenza universale che il mondo sta seguendo. Ma cosa possiamo dire dell'Arte?
Credo che l'Arte sia lo specchio migliore delle tendenze umane, sia una proiezione reale di ciò che si agita nella mente umana e sarebbe il caso di tornare a sentirci parte di quella ruota che gira e fa germogliare gli alberi e cadere le foglie secche... è naturale, è bello come sono belle queste figure di Janssens che rendono antropomorfa la Natura, la Vita e l'Amore e ci offrono uno spunto di riflessione su molti aspetti della Vita che o si stanno ingiustamente additando come sbagliati o si stanno ingiustamente considerando paladini di una libertà individuale che non fa altro che costringerci in situazioni di eccesso negativo...
Un bel brindisi all'Allegria di Bacco, un buon pasto secondo le stagioni... l'Amore.... che altro avremmo bisogno, se si vive bene?

venerdì 24 febbraio 2012

Salvador Dalì - The Mysterious Sources of Harmony - 1932-1933

Salvador Dalì più di ogni altro è andato alla ricerca della fonte dell'ispirazione e dell'armonia, scavando nell'onirico e nell'inconscio.
A volte depistato dal tintinnio del denaro, è sempre riuscito a mostrarci una Realtà senza i veli della razionalità, che purtroppo danno sicurezza e ordine ma appiattiscono il tutto facendo perdere la concezione che la magia e l'irreale esistono, proprio perché esiste il reale.
Un mondo parallelo, che vibra a frequenze diverse dalle nostre ma che riesce in qualche modo ad intersecarsi con il nostro e rendere tutto un po' meno piatto...
La fonte dell'Armonia non può che essere nel silenzio e nella sospensione temporale, come è riuscito a creare questa sensazione di silenzio? Ma soprattutto, quante volte ha visitato quel luogo?

giovedì 23 febbraio 2012

Andy Warhol - Campbell's Soup - 1964

La Pop Art è da sempre sotto i riflettori della critica e spesso e oggetto di critiche caustiche.
Idiozia? Truffa milionaria? Colpo di genio? Come possiamo considerare questa forma d'arte che è stata madre di molte tendenze odierne?
Una caratteristica tipica dell'Arte è quella di offrire un'infinità di punti di vista ed essere aperta ad altrettanti giudizi, essendo informe come l'acqua e come essa si adatta alla forma mentis di ognuno di noi.
Un aspetto va considerato prima di spezzare una lancia in favore della Pop Art.
L'Arte è da sempre specchio dell'essere umano e spesso tende a sacralizzare ciò in cui si ripone fiducia e ciò che riesce a migliorare la condizione dell'umanità. Fino a qualche secolo fa questo privilegio era ad appannaggio della religione. Oggi l'uomo comune non trova più nella religione le domande a cui cerca risposta. Il consumismo, il benessere (reale o presunto), la società attuale trovano la loro massima espressione nell'oggetto, nel valore economico dell'oggetto e questo aspetto ha una forte influenza non solo sull'immagine di chi lo possiede ma anche sul prestigio sociale. Non a caso la Pop Art sacralizza quegli oggetti che sono diventati il nuovo culto religioso dei nostri tempi, il commercio.

martedì 21 febbraio 2012

Antonio Canova - Teseo E Il Centauro - 1819

Provare indifferenza o semplice piacere nei confronti di una statua di Canova è praticamente impossibile. La perfezione dei corpi, la tensione muscolare, la lucentezza del marmo sapientemente dosata, ombre e luci, posture altere e fiere, visi che traspirano bellezza...
La lista di ciò che si potrebbe dire sulle sue opere potrebbe essere ancora lunga... forse troppo lunga, eppure la capacità di modellare il marmo e renderlo vivo è stato un dono dato a ben pochi, fra i quali possiamo annoverare il Maestro.
Amante della mitologia e della classicità è riuscito a farla rivivere, senza dare l'impressione di essere una scialba imitazione della grande del passato, ma rinnovandola.

lunedì 20 febbraio 2012

Bartolomé Estebán Murillo - Monelli - 1670-1675 circa

Attento osservatore della sua società, Murillo non ha mai lesinato colori e pennellate per immortalare momenti di vita quotidiana fra i più umili ma non per questo meno belli.
La sua pittura barocca è un piacevole insieme di colori, effetti chiaroscurali e movimento di linee. Una provvidenziale luce riesce sempre a mettere in perfetto risalto quei particolari e quelle espressioni che colpiscono la sensibilità di chi osserva, come se la Realtà si piegasse ad una funzione narrativa che solitamente è un artificio artistico.
Monelli poveri ed abituati alla vita di strada, dalla pelle incredibilmente candida nonostante i vestiti laceri, come se la purezza dell'infanzia riesca a respingere le brutture della vita.

mercoledì 15 febbraio 2012

Caspar Wolf - Il Ponte Del Diavolo - 1777

Il quadro di oggi è una provocazione al giorno di ieri. Dopo la festa degli innamorati come non parlare di Romanticismo.
Ma cosa è il Romanticismo? Di sicuro non sono persone con gli occhi a forma di cuore, non so rosse scatole di cioccolatini a forma di cuore, non sono orridi orsetti kitsch che tengono in mano scritte su dei cuori. L'essere romantici non vuol dire essere dolciastre forme cardiache ripiene di zucchero.
Il Romanticismo grida inascoltato nelle sale dei più grandi musei del Mondo. L'ardore, la passione, l'impeto, le pulsioni incontrollato dell'essere umano e della Natura. Nessuna violenza, ma lo sregolato amore per ciò che ci circonda e chi ci fa vibrare ben oltre l'udibile.
Questo è il vero Romanticismo, che dovremmo risvegliare in noi, una valvola di sfogo sana e tendente al Bello che non ci farebbe sfigurare in orridi animali bellicosi e biliosi.
Un paesaggio stupendo ma arduo da percorrere, una Natura ospitale e allo stesso tempo maligna, l'uomo che può scalare le montagne più inaccessibili.
Riscopriamo il Romanticismo, evitiamo inutili atteggiamenti che propongo pulsioni assopite. Riscopriamo la forza del Bello, della Natura; la forza dentro di noi. Ascoltiamo quello che i Romantici continuano a dirci da quelle sale di quei famosi musei.

martedì 14 febbraio 2012

Gustave Caillebotte - Les Raboteurs De Parquet - 1875

Il potere dell'Arte è rendere immortale chi rimarrà per sempre anonimo. Non sapremo mai nulla di questi operai chiamati a levigare il parquet, non sapremo mai delle loro condizioni disagiate di vita, dei loro problemi personali o delle loro gioie.
Ma per sempre potremo vederli lavorare, rendere bello ciò che bello non era, vederli nell'atto di dar compimento alla loro vita.
Questa è stata la forza innovatrice dell'Impressionismo, che grazie al suo interesse per qualsiasi ambito nella vita purché riesca a trasmettere impressioni di forme e colori, non si curano della magnificenza o del riconoscimento sociale. Tutto vale. Tutto è impressione.
Se ci lasciammo positivamente trasportare da questo pensiero, ci renderemmo conto di quanto non siano scontate le forme e i colori di quanto ci circonda, anche la cosa più insignificante è pur sempre impressione. E vivere immersi dalle emozioni, è vero vivere.

lunedì 13 febbraio 2012

Georges De La Tour - La Maddalena Penitente - 1630-1635

Non esiste soggetto più intimista della Maddalena, che invita alla riflessione sulla nostra vita e su noi stessi. Per secoli è stata un classico della Pittura, con simboli e caratteristiche ben codificati. Finchè in questa tela De La Tour apporta una rivoluzione al tema che stravolgendone le caratteristiche rimane fedele alla tradizione. Spariti i lunghi capelli che ricoprono il corpo nudo e tolto il teschio dalla sua posizione centrale e di medium nella riflessione su sé stessi.
Il teschio viene rilegato quasi nell'ombra, giusto per far notare la sua presenza e aiutare a riconoscere il soggetto del quadro, che in questo caso è vestito di tutto punto e al suo posto troviamo una candela, che non solo ha rapito completamente l'attenzione della protagonista ma si propone a noi (e a lei) come una porta che si apre verso noi stessi e ipnotizzandoci con la sua luce ci fa sondare aspetti che magari non conosciamo o abbiamo rilegato nell'ombra.
La grande maestria di De La Tour è stata quella di utilizzare dei colori così caldi nel chiaroscuro da riprodurre fedelmente non solo i bagliori della luce, ma anche il suo calore e soprattutto la capacità magnetica che una fiamma ha nella Realtà e permetterci di compiere quel viaggio da cui spesso si ritorna cambiati, ma a volte si potrebbe anche non tornare.

sabato 11 febbraio 2012

Antoine Caron - Il Trionfo Dell'Inverno - 1568-1570

Non esiste forma migliore per comunicare sé stessi senza diventare oggetto della comunicazione stessa dell'allegoria. Le immagini diventano parole e concetti, i colori acquistano la valenza dell'espressione, ogni singolo elemento è un ricordo. Ci si mette a nudo, ma ci si cela dietro un codice cifrato del quale dobbiamo cercare la chiave.
Ma non si deve mai sottovalutare il valore di un'allegoria, che da oggetto da interpretare può tranquillamente trasformarsi in chiave di lettura di noi stessi.
Una doppia valenza che può nuocere all'interpretazione dell'opera per far guadagnare l'interpretazione e comprensione di chi viene coinvolto dalla vista.

venerdì 10 febbraio 2012

Joseph Wright of Derby - Esperimento Su Un Volatile Con La Pompa D'aria - 1768

Erede di Caravaggio? L'opera di Joseph Wright ha tutta l'aria di essere una consacrazione della Scienza, da cui si irradia la luce come a suo tempo succedeva con il Bambin Gesù nella mangiatoia.
Una Scienza che affascina, che incuriosisce, che fa paura, che lascia dubbi ma illumina l'oscurità.
La precisione fotografica è strabiliante, l'uso della luce è degno dei grandi maestri del chiaroscuro, una prova di ritrattistica superata a pieni voti, elementi misterici come gli sguardi di alcune figure verso di noi... misterici o semplici espedienti per attirare la nostra attenzione e trasportarci dentro il quadro, come qualcuno già esercitava nel Cinquecento?
Una finestra su un mondo che si è estinto per colpa dell'evoluzione.

giovedì 9 febbraio 2012

Maestro dell'Alto Reno - Giardino del Paradiso - 1410ca

La fine del Medioevo sta lasciando molto lentamente spazio al Rinascimento, il Maestro dell'Alto Reno non conosce ancora le regole della prospettiva, si dovrà aspettare Duerer, ma usa la profondità per creare lo spazio.
Uno spazio che racchiude  molto più delle figure che continue. Qui possiamo trovare degli elementi che gridano vendette. Basta pensare al Medioevo come un'epoca oscura e grigia. In questo periodo della Storia si usavano e amavano tantissimi i colori, si aveva un amore incredibile per i fiori e i giardini, che hanno raggiunto il loro apice e sono visti come una piccola anticipazione mortale del Paradiso.
Musica, lettura, fantasia... è solo un assaggio di quel mondo che pensiamo sia stato fumoso e privo di sole.... eppure... forse sapeva godere della vita anche ha subito un soffocamento incredibile dall'istituzione religiosa...

mercoledì 8 febbraio 2012

Guercino - Et In Arcadia Ego - 1618

Vi è stato un momento nella Storia dell'umanità, in cui si poteva parlare tranquillamente di morte e del tempo che scorreva senza suscitare angoscia e paure, ma spronando a vivere meglio il tempo in cui non si stesse dormendo il sonno eterno.
Oggi non è così e nonostante non si parli di morte, perchè non è politicamente corretto, si sopravvive al presente navigando la depressione.
Guercino è rivoluzionario, è stato il primo a scrivere a chiare lettere quelle parole che diventeranno mitiche nel mondo della pittura.
ET IN ARCADIA EGO

martedì 7 febbraio 2012

Paul Cézanne - La Maison Du Pendu (La casa dell'impiccato) - 1873

La libertà di espressione si raggiunge anche andando contro le regole con una conseguente e amara critica negativa nei proprio confronti.
Cosa rende questo quadro speciale e importante? Il fatto che insegna. Insegna ad esprimere liberamente un concetto, a non seguire le forme "grammaticali" pittoriche imposte dall'accademia, insegna a far vibrare le emozioni così come vibrano i colori, insegna a vedere la realtà con i propri occhi e non aver paura nel raccontare ciò che si vede.
Non è da tutti perseverare sulla strada del soggettivismo, anche perchè si viene distrutti da critiche che vorrebbero tutto ordinato secondo gli ordini dell'istituzione.

venerdì 3 febbraio 2012

Giovanni Mannozzi - Venere e Cupido - XVII sec.

Vi sono momenti in cui lo stile e la tecnica sono tutto quello che si ha. Mannozzi non usa la tela per esprimersi, usa la tela per tentare di impressionare. L'impostazione è assai classica e piacevole. Ma ci verrebbe da chiederci è una scena reale? I personaggi respirano? La Natura si sta accorgendo di quello che sta succedendo?
La piacevole tecnica dell'artista non riesce a supportare un nota di realismo e il tutto è così sospeso nel non-tempo.

giovedì 2 febbraio 2012

Alfred Sisley - La Neige A Louveciennes - 1878

Dopo tanta retorica sull'importanza del soggetto, sull'estremizzazione dell'importanza tecnica che ha portato all'annullamento del pittore e delle sue sensazioni, dando spazio alla sua cultura e alle sue ideologie, siamo arrivati ad un punto di svolta in cui il pittore si prende il posto che da sempre si merita. Senza il pittore non esiste Pittura, senza i sentimenti non esiste la Bellezza. Così la tela smette di essere la dimora di un'ideologia e della tecnica, il soggetto in quanto tale sparisce, tutto è valido, tutto è da dipingere... basta che sia emozione.
Una strada innevata, una figura che avrebbe potuto essere il soggetto ma è di spalle, piccola e persa nel candore. Smettiamo di cercare il soggetto, dal momento che è l'unico elemento a non essere dipinto ma è l'unico ad essere trasmesso, perchè dentro di noi sta suscitando la stessa sensazione di silenzio, pace e freddo che pervadeva l'artista, facendoci diventare parte dello stesso e del suo processo artistico.