sabato 31 dicembre 2011

Anonimo - Laocoonte - I sec. a.C.

Ricercare il lato estetico della morte è una peculiarità degli antichi che noi abbiamo completamente perso. In questo caso più che di morte si dovrebbe parlare di ingiusta morte, ma come non possiamo rimanere estasiati davanti alle linee perfette dei corpi di Laocoonte e dei figli.
Il marmo prende vita e forma nelle spire del serpente che sta uccidendo le tre persone, forte e duro come il marmo ma sinuoso e svelto come l'animale.
I classici non hanno mai avuto paura di sottrarre del tempo al lavoro, studiando espedienti o strumenti per raggiungere il Bello in modo sublime. La società moderna, nonostante testimoni così alti come quello di oggi, preferisce sottrarre Bellezza in favore di un minor tempo di realizzazione.
La Bellezza ha questo enorme potere di poter mitigare tutto, anche la bruttezza della morte.

giovedì 29 dicembre 2011

François-Auguste-René Rodin - Porta Dell'inferno - 1888

Dovremmo fare molta più attenzione agli insegnamenti che l'Arte ci trasmette ogni giorno. Forme diverse d'arte collaborano, si trasmettono immagini e si lasciano ispirare fra di loro.
In modo che un libro unico e incredibile come la Divina Commedia di Dante Alighieri possa trasformarsi in una porta reale, non solo metafisica.
Rodin non ha mai potuto vedere realizzato il suo sforzo, la porta rimarrà solo un calco in gesso. Ma come non rimanere estasiati da questa nuova forma del libro? Come non rimanere rapiti dall'introspezione di Dante Alighieri, o del Pensatore come  più conosciuto.
Il vertice della Scultura, della Letteratura, della Poesia... l'opera che parla di un'altra opera... e l'uomo piccolo non può far altro che apprendere e rimanere estasiato da una bellezza infernale che non rappresenta solo le pene ma la passione, che tutto dovrebbe muovere e motivare.

mercoledì 28 dicembre 2011

Francesco Melzi - Flora - 1493-1570

Di forte influenza leonardesca, questo quadro ci presenta una cura per il colore e il dettaglio che può facilmente farci comprendere come mai Francesco Melzi sia stato il discepolo prediletto di Leonardo Da Vinci.
Questa Flora presenta tutte le caratteristiche che hanno reso celebri quadri del maestro di Francesco.
I fiori e la Natura pur essendo una presenza silenziosa e molto discreta sono assai realistici e ci richiamano a quadri più famosi come la Vergine delle Rocce.
I colori delle vesti di Flora sembrano quasi richiamare la sacralità di una vergine e il particolare del seno scoperto è un richiamo alla naturalezza assai elegante. L'espressione della donna è estetica ed estetizzante: assorta, dolce, estasiata dalla bellezza di un semplice fiore. Quasi a volerci richiamare all'importanza nei piccoli dettagli e nelle piccole cose, che l'essere umano dimentica troppo spesso, mentre la Natura si prodiga per rendere unico e immensamente bello anche un piccolo fiore.

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale!

A tutti voi auguro un felice Natale!

Hendrick Avercamp - Scena Invernale - 1620ca

Il silenzio e l'irrealtà di una giornata nebbiosa d'inverno sono state con enorme maestria imprigionati in questa scena invernale di Avercamp.
Nonostante l'uso quasi eccessivo dei colori freddi e scuri ciò che traspare dalla tela oltre ad un tipico freddo invernale della stagione, è il gioioso chiacchiericcio delle persone che si divertono sul ghiaccio e si ritrovano nella piazza del paese per un momento di festa.
La Natura partecipa in modo discordante alla scena, tanto che morta e fredda sembra essere indifferente ai sentimenti degli esseri umani, dato che è rinchiusa nel suo torpore invernale. Sentimenti e sensazioni contrastanti su una tela che pare essersi stirata a tal punto da riuscire a inglobare sì visivamente la scena ma anche a darci più punti di vista per osservarla.

venerdì 23 dicembre 2011

Jean Delville - La Scuola Di Platone - 1898

Una finestra aperta sul mondo greco, dove l'ambiguità sessuale era vissuta senza grandi problemi e dove i colori dominavano ovunque. Jean Delville ci propone una serie di suggerimenti per capire e considerare il mondo classico. Corpi estremamente curati e tonici presentano una virilità efebica, amore per la conoscenza e gusto per i colori.
Siamo abituati a considerare l'Antica Grecia in modo errato dal momento che le statue di marmo hanno perso completamente i loro colori che le ricoprivano completamente, consideriamo la sessualità secondo i nostri canoni moderni e ogni tanto ci si dimentica che le basi della cultura moderna (oltre che delle lingue vive) sono state poste in questa epoca dell'Umanità.
Il quadro ha un leggero richiamo alla Sacralità, tanto che Platone sembra essere ritratto come Gesù in mezzo ai suoi discepoli, ma l'aspetto potrebbe dare maggior importanza e consacrare la Conoscenza e la Filosofia.
E' impossibile non apprezzare la cura e la Bellezza che vengono trasmesse da quest'opera, un vero inno alla ricercatezza e alla cura fisica e spirituale.

giovedì 22 dicembre 2011

Bernardo Strozzi - La Verità - 1635-1640

Una critica elegante che si trasforma in un apprezzamento alla Bellezza dove si crederebbe che la Bellezza sia sparita da tempo. Questa potrebbe essere la descrizione perfetta per quest'opera. Vedere con quanta dolcezza è stata dipinta la scena di una persona anziana e segnata dallo scorrere del tempo, eppure ancora desiderosa di curarsi, senza vergogna di guardarsi allo specchio e confrontarsi con la difficile verità di vedere come la giovinezza sia svanita per sempre.
Lo sguardo fiero di sé mostra come questa donna non abbia paura di continuare a vivere come una giovane, diventando quasi una caricatura di sé stessa per un atteggiamento che non vuole arrendersi al Tempo ma pur sempre sicura di sé.
Un bell'esempio per la cultura contemporanea e per chi non accetta che anche la vecchiaia sia una parte della vita e forse anche la migliore, visto che inizia ad esistere quando una persona ha abbastanza esperienza della Vita per sapere di cosa si tratta.

mercoledì 21 dicembre 2011

César - Compression - 1962

La serie delle Compressioni di César è affascinante più per il significato che per il risultato. Da quella prima macchina prestatagli (ed era nuova di zecca) resa alla proprietaria completamente compattata e piatta, le sue opere hanno girato il Mondo.
Comprimere oggetti d'uso comune è una forma d'Arte decisamente controversa. Prima di giudicarla dobbiamo ricordarci due caratteristiche molto semplici dell'operato di César, la prima è che gli oggetti (quasi sempre macchine, a volte nuove e non incidentate) sono state sottoposte ad un processo di compressione guidato, in modo da dare le pieghe giuste e far risaltare dettagli e colori in base ad una ricerca estetica dell'artista, non si tratta di semplici compressioni da discarica. La seconda ed è fondamentale ogniqualvolta ci si accosta all'Arte è che mai nessuno aveva pensato di usare questa tecnica prima... spesso si sente dire "posso farlo anche io" (con ragione, s'intende) ma il nocciolo della questione è: perché non ci hai pensato per primo?
La nostra cultura può venire destabilizzata davanti a quest'opera. Il consumismo e identificazione personale attraverso l'oggetto posseduto è costretta a confrontarsi con la realtà e la natura degli oggetti del culto moderno che possono essere snaturati, compressi, distrutti e possono essere cambiati nella forma, perdendo la loro bellezza originaria e venir spogliati dell'attrazione che ci colpisce e ci induce ad acquistarli.
L'opera acquista un valore aggiunto qualora si arrivi a comprendere che un'identificazione sociale attraverso ciò che si possiede può tranquillamente essere ridotta ad un nucleo compatto di lamerie inutilizzabili.

martedì 20 dicembre 2011

Joachim Patinir - Paesaggio Con La Barca Di Caronte Sulla Laguna Stigia - 1520 circa

Caronte è ricordato nella nostra cultura per essere il traghettatore dantesco delle anime, ma la sua comparsa è avvenuta già nell'Antica Grecia. Chiunque abbia letto le prime pagine della Divina Commedia si è fatto certamente una sua idea visiva dei luoghi visitati dal Sommo Poeta. Trovare una trasposizione pittorica di queste pagine potrebbe essere ancora più interessante. Joachim Patinir ha realizzato la sua visione del trasporto delle anime sulla barca di Caronte.
L'opera è caratterizzata dall'uso della luce e dai dettagli tipici dell'arte olandese. La particolarità di questo quadro non è solo la maestria con cui è stato realizzato, ma è la strana atmosfera che si può percepire e che non si sa come sia stata trasportata sulla tela. Pare di poter percepire il silenzio, la strana irrealtà del passaggio fra le due dimensioni e lo sciabordio sulla barca di Caronte.
Un'opera d'Arte non deve impressionare per i suoi colori e men che meno per il nome dell'Artista, ma per le sensazioni che riesce a trasmettere e penso che questo quadro abbia molto da dirci...

lunedì 19 dicembre 2011

Nicolas Poussin - Il Tempo Sottrae La Verità All'Invidia E Alla Discordia - 1641

L'arte ha il potere di vincere i limiti spazio-temporali che la Realtà impone. Nicolas Poussin un giorno ebbe un'illuminazione che impressa nella sua opera è riuscita ad arrivare ai giorni nostri ed esserci di monito, perché sfortunatamente la Storia ci insegna che le vicissitudini umane sono cicliche e che la capacità dell'uomo di imparare dalla Storia è quasi pari a zero.
Il titolo dell'opera è molto significativo e decisamente attuale. Pare che non vi siano tempi migliori per ricordarsi che l'Invidia e la Discordia sembrano sì reggere le sorti dell'Umanità e come il Tempo (che è il miglior giudice) tolga loro ogni barlume di Verità. Invidia e Discordia sono le basi per il potere che ci viene ricordato essere effimero e senza alcuna base di durevolezza perché purtroppo non si regge sulla Verità.
1641, oltre 350 anni fa veniva regalata una piccola Verità, che oggi viene ricordata ma penso poco ascoltata.
Uno dei Maestri più grandi della Storia dell'Arte che si è sempre dilettato con i simboli e i messaggi criptici ha avuto l'abilità di non deludere mai, neanche quando il messaggio è ben criptato e ostico a differenza di quello di quest'opera stupenda.
Non siamo noi a decidere o a costruire o migliorare... è il Tempo che con il suo inesorabile scorrere (forse non così lineare come si crede, ma più ciclico) cancella l'inutile e rende immortale il Vero....

domenica 18 dicembre 2011

Banksy - Cardinal Sin - 2011


Gli artisti nelle ultime decadi pare non possano fare a meno di far gridare allo scandalo pur di far parlare della loro arte. Banksy non è da meno e da artista di strada è diventato la nuova attrazione della Walker Art Gallery di Liverpool.
La scultura non colpisce per la sublimità di realizzazione, che pare essere abbastanza sommaria. La copia di un busto con il volto nascondo da pixel a rappresentare la capacità di manipolare l'informazione per nascondersi.
Lo scandalo non può essere l'unica base di un'opera, si deve scavare, trovare un quid che la renda immortale...
Banksy, grazie alla sua opera, però riesce in un intento che forse non si immaginava neanche di realizzare, con la sua opera fa capire a esperti e simpatizzanti, il valore delle vere opere, che nate dalla ricerca e da un profondo senso estetico sono riuscite ad arrivare ai nostri giorni attraversando i secoli.

venerdì 16 dicembre 2011

Diego Velàzquez - Venere Allo Specchio - 1650

Vi è un confine molto soggettivo fra bellezza sensuale ed erotismo e purtroppo la manipolazione della cultura e della coscienza a cui è stata sottoposta la nostra società ha portato ad invertire questi confini. Che una donna nuda sia simbolo di forte erotismo è una concezione dei nostri giorni, è noto che nel passato l'abbigliamento e il trucco erano visti come strumenti di erotismo mentre il corpo nudo era la forma più pura e casta di Bellezza.
Velàzquez ha caratterizzato la sua opera con dei colori molto dolci, vellutati e con una pennellata morbida, esaltando il corpo femminile. Venere dea dell'Amore e della Bellezza è stata ritratta in modo così sublime da riuscire ad incarnare entrambe le entità. La dolcezza, che molti potrebbe far fatica ad associare ad un corpo nudo, è la colonna portante di quest'opera che si rivela essere un monito per chi come noi, ha perso la concezione di dolcezza e semplicità.

giovedì 15 dicembre 2011

Salvador Dalì - Venere Di Milo A Cassetti - 1936

E' irriverenza nei confronti dei classici, pilastri portanti della nostra cultura?
Che lo sia o meno, credo che nessuno di noi lo possa dichiarare con certezza assoluta. Un aspetto di quest'opera è decisamente importante: la creazione artistica deve passare dai classici, senza i quali non avrebbe radici e di conseguenza sarebbe senza una struttura portante indispensabile al suo stesso esistere. Che una statua poi venga attualizzata e ci si permetta di divertirci non credo sia così irriverente, anzi, è il risultato di una grande verità:l'ironia è indispensabile per sopravvivere alla pazzia che imperversa nel Mondo.
Che poi si voglia sfidare le proprie radici culturali, dimostrando di poter copiare e migliorare ciò che si reputa di assoluta perfezione e bellezza, è un vezzo che sono pochi grandi posso realizzare senza correre il rischio di essere schiacciati da una grandezza (quella dei classici) a loro superiore.
Salvador Dalì si propone come un baluardo di autostima salda e di capacità ironico-artistica senza precedenti... senza dimenticare che le basi della sua arte erano la voglia di dar libero sfogo alle illogiche immagini del nostro cervello, quando la razionalità viene messa a tacere...

mercoledì 14 dicembre 2011

Georges Braque - Donna Con Chitarra - 1913

Siamo così certi che la Realtà fisica sia esattamente come la vediamo e non sia il risultato del filtro della nostra cultura e pregiudizii?
Le immagini scomposte di Braque non sono immagini con contorni fissi, che creano un limite fisico invalicabile fra gli oggetti. La donna, la chitarra e gli spartiti si fondono fra loro perdendo la loro forma ma acquistando la loro funzione. Nell'esperienza tangibile (la vita quotidiana) persone e oggetti entrano in contatto fra di loro (come la donna che suona la chitarra) scambiandosi vibrazioni ed essenze, trasformandosi e creando qualcosa estraneo da loro (come la musica).
E' in quest'ottica della realtà che possiamo non solo capire l'arte di Braque ma non vedere ciò che ci circonda come ostile e diverso da noi, ma come compenetrante e capace di fondersi con il nostro essere per creare un terzo essere.
Chi dovesse vedere il Cubismo come un esperimento infantile di ritrarre la Realtà, dovrebbe prima capire come percepivano la Realtà i cubisti e solo in seconda battuta lanciarsi alla ricerca di un modo più maturo di rappresentarla... sempre che questo modo esista.

lunedì 12 dicembre 2011

Lucio Fontana - Concetto Spaziale, Attesa - 1965

Tutti noi viviamo una realtà fatta di emozioni, moti e movimenti, tre dimensioni, staticità e dinamismo. Pare non vi sia linguaggio artistico che possa essere considerato Realtà... se si hanno le tre dimensioni, manca il movimento, se vi è il movimento mancano profumi, se vi si hanno i colori e plasticità manca la tridimensionalità.
Lucio ha speso parte della sua vita a ricercare la forma perfetta di arte dove tutti gli aspetti della realtà potessero essere rappresentati, ed è proprio per un moto d'ira davanti all'impossibilità di far esplodere l'Arte nella Realtà, in un tentativo estremo e disperato, che prese il taglierino e diede forma al suo linguaggio artistico più famoso e controverso.
Il taglio è molto di più di un segno, è il sentimento di inadeguatezza che si imprime sulla tela, è la porta attraverso la quale la Realtà può entrare nell'Arte o attraverso la quale l'Arte può entrare nella Realtà.
Il taglio è forse l'arrivo del cammino di ricerca di Lucio. Rimane il fatto che davanti ad un taglio, che ci trasmette ancora la pressione della lama e lo scatto del braccio, possiamo trovare la forza di osare e di squarciare il velo che ci incatena e darci quella libertà di espressione, che oggigiorno sia l'Arte sia l'Uomo Comune hanno smesso di cercare... ma che inconsciamente proviamo. Osare per cercare la nostra dimensione e qualora sbagliassimo possiamo sempre ripercorre il sentiero a ritroso e provare una nuova direzione.

domenica 11 dicembre 2011

Arnold Böcklin - Il Bosco Sacro - 1882

Questo quadro richiama una tradizione di chiara influenza nordica, ordini sacerdotali che offrono preghiere e sacrifici alle divinità della Natura in boschi ritenuti sacri nei quali sono stati eretti altari sacrificali.
La pennellata fotografica di Böcklin non ha semplicemente ritratto un luogo ameno sperduto in quella che si potrebbe immaginare essere la Natura inglese. E' riuscito soprattutto grazie ad un sapiente uso del chiaroscuro a ricreare un'atmosfera e la predisposizione interiore di chi si sta accostando al Sacro.
Lontano dalle grandi opere di carattere religioso (quasi sempre cristiano) quest'opera ci presenta una Sacrilità più naturale e indubbiamente più reale.
L'uomo è piccolo, quasi trasparente e insignificante e la Natura sembra prendere la sembianza di un grande utero che accoglie il tutto, in una dimensione di pace, silenzio e reale irrealtà, che c'è stata negata da troppo tempo...

sabato 10 dicembre 2011

Vanosino - Volta Della Sala Del Mappamondo - 1573

Per fantasticare non serve essere dotati di una grande fantasia. Potrebbe bastare una conoscenza generale di astronomia o ancora meno alzare gli occhi al cielo e smettere di pensare, ma lasciarsi trascinare... Vanosino ci lancia una provocazione enorme (e non solo per le dimensioni della volta della Sala del Mappamondo di Palazzo Farnese di Caprarola... caliamoci in una realtà dove non esistono prove scientifiche, numeri e riscontri, immaginiamo di essere circondati da un mondo che vibra a frequenze diverse dalle nostre, che possiamo magari intuire ma non percepire...
I miti del passato hanno magari un'origine non mitologica, ma mitica... e fantasticare ci proietta in una dimensione che può farci fare un'esperienza diversa del tangibile

venerdì 9 dicembre 2011

Johann Zoffany - Charles Townley Nella Townley Gallery - 1781-1783

Anche la persona più ottimista di questo mondo può passare da momenti di sconforto. Purtroppo per alcuni allo sconforto reagiscono con la rabbia, altri con la tristezza, altri ancora si circondano di vera Bellezza e si lasciano coccolare...
Zoffany regala a tutti noi un momento di intimità con l'arte. La disperazione non fa altro che generare disperazione, la Bellezza può riscaldare, affievolire il dolore e allontanare la paura.
Non tutti abbiamo la fortuna di Charles Townley di avere a disposizione una Galleria come quella che ha chiesto di immortalare nell'opera... ma possiamo sfruttare la sua galleria grazie a questo quadro. La Bellezza e l'Arte ammassate nella stanza non creano un senso di asfissia... ma di intimo compiacimento e il tappeto richiama la sensazione di calore delle nostre case.
Le pennellate di Zoffany non hanno solo copiato la realtà, ma l'hanno trasportata dentro le nostre teste e nelle nostre sensazioni, permettendoci di sfuggire magari dal reale per vivere sensazioni non reali ma personali.
Che sia un quadro, una scultura, un brano musicale... è importante che non perdiamo la compagnia della Bellezza... perché oltre ad essere una fonte d'ispirazione è la valvola di sfogo più sana che esista...

giovedì 8 dicembre 2011

Salvador Dalì - Sei Apparizioni Di Lenin Su Un Pianoforte - 1931

Vivere la vita con una punta di surrealismo a volte ci permette di prendere le distanze dalle brutture della vita. Tornare bambini, sognare... muoversi nella realtà sentendosi liberi essere come si è sempre sognato di essere...
Troppo spesso Salvador Dalì viene ricordato per il suo amore spropositato per i soldi, tanto da essere anagrammato in Avida Dollars, ma Dalì riusciva a vivere sognando...
La musica, la vita... il pianoforte che adoro... purtroppo tutto viene sporcato dalla presenza della politica e dell'economia che riescono a rovinarci i momenti difficili... speriamo solo di riuscire a ritagliarci uno spazio nella giornata per saper fantasticare e per essere noi stessi, senza dover rendere a nessuno cose che pretendono ma su cui non avrebbero diritti...
Il Surrealismo è una forma di libertà illogica di vita... e voglio un po' di illogicità nella mia... ogni tanto, non troppo spesso, ovvio...

Libiamo ne' lieti calici!!

Carissimi amici amanti dell'Arte e del Bello,
permettetemi di salutarvi e di presentarvi questo nuovo blog-diario, nel quale con cadenza quasi giornaliera in base al mio umore o agli eventi della giornata vissuta pubblicherò foto di opere d'arte che in qualche modo hanno influenzato i miei pensieri o sono state evocate nella mia mente.
Un grande amico non si stancava mai di ripetere a chi voleva bene, che ci si deve sempre circondare di bellezza per poter vivere e lavorare bene; questo amico ora non è più con noi fisicamente ma vive nelle sue opere dedicate alla Bellezza e spesso ci indica la strada quando ci si perde.
In onore suo e in onore di tutti voi, che nonostante i periodi difficili e la sfiducia in un futuro che pare non esista più non potete fare a meno di meravigliarvi, dedico questo blog e mi impegnerò il più possibile a tenerlo vivo perché possa diventare un piccolo rifugio per tutti noi che dalla Bellezza ci lasciamo ispirare e ricaricare.
Grazie a tutti voi che parteciperete al viaggio insieme, grazie a Gianni che ha ispirato quest'idea...