Alexander ARCHIPENKO - Donna che cammina (1912)

 

Donna che cammina
1912
Bronzo (67 cm)
Collezione privata

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Osservando superficialmente quest'opera si corre il rischio di considerarla astratta. Ovviamente non è così. La figura di una donna che cammina è facile da riconoscere.
Archipenko gioca con i vuoti per comporre la sua immagine: la testa è composta dalle linee che la contornano e limitano il vuoto.
Siamo di fronte ad un cambiamento epocale, probabilmente è il primo ad aver interrotto il percorso della scultura introducendo il concetto di costruzione spaziale. Non più linee che creano figure e fisionomie ma linee che creano figure grazie allo spazio.
Archipenko ha aderito al metodo cubista e l'opera qui riportata lo dimostra chiaramente. Le caratteristiche di questo nuovo movimento che ha ridefinito l'Arte sono state declinate in modo personale da Alexander Archipenko. Non immagini viste in contemporanea da più punti di vista ma l'uso contemporaneo di pieni e vuoti.
La sua Arte subirà un'evoluzione con l'uso di materiali differenti insieme nella stessa scultura.


Artisti a confronto: Braque, Giacometti, Lipchitz, Picasso

Commenti

  1. In un primo momento avevo pensato a due figure abbracciate, una maschile (gambe nude) e una femminile (gonna svolazzante). Un'opera come questa, per l'importanza del rilievo, dovrebbe forse essere vista dal vero.

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    1. Per esperienza personale posso dire che tutte le opere (anche i dipinti) andrebbero visti dal vero, perché la riproduzione fotografica perde molto dell'energia che un'opera trasmette.
      Le interpretazioni sono tutte molo interessanti ed esatte... io ogni volta che ho modo di vederla penso sempre ad una donna con violoncello

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