sabato 22 settembre 2012

Giuseppe Antonio Petrini - La Crocefissione - 1750ca

Con oltre 400 anni d'anticipo sulla pittura metafisica il Petrini ci offre uno spazio in cui le coordinate spazio-temporali sono inesistenti.
La Crocefissione è un evento sì astratto nel luogo e nel tempo dati la sua importanza e valore universale attribuiti dai credenti. Luci e ombre non hanno uno schema logico, ma paiono godere di un'intelligenza propria che permetta di mettere in evidenza la crudezza del dolore. La croce paiono essere errati nelle loro dimensioni e proporzioni, ma il tutto sottolinea con ancora maggior verità la funzione di oggetto di venerazione e spirituale assunta nel corso dei secoli. Presenza silenziosa e innaturale è anche il vento che sposta la carta affissa sulla croce e il lembo di stoffa che ricopre miseramente il corpo del Cristo, ma non pare "toccare" minimamente la presenza della Vergine che più che in dolorosa contemplazione, pare essere in mistica venerazione.
Indubbiamente un quadro molto più astratto e di significato, rispetto a quanto offertoci dal panorama artistico suo contemporaneo.