mercoledì 21 dicembre 2011

César - Compression - 1962

La serie delle Compressioni di César è affascinante più per il significato che per il risultato. Da quella prima macchina prestatagli (ed era nuova di zecca) resa alla proprietaria completamente compattata e piatta, le sue opere hanno girato il Mondo.
Comprimere oggetti d'uso comune è una forma d'Arte decisamente controversa. Prima di giudicarla dobbiamo ricordarci due caratteristiche molto semplici dell'operato di César, la prima è che gli oggetti (quasi sempre macchine, a volte nuove e non incidentate) sono state sottoposte ad un processo di compressione guidato, in modo da dare le pieghe giuste e far risaltare dettagli e colori in base ad una ricerca estetica dell'artista, non si tratta di semplici compressioni da discarica. La seconda ed è fondamentale ogniqualvolta ci si accosta all'Arte è che mai nessuno aveva pensato di usare questa tecnica prima... spesso si sente dire "posso farlo anche io" (con ragione, s'intende) ma il nocciolo della questione è: perché non ci hai pensato per primo?
La nostra cultura può venire destabilizzata davanti a quest'opera. Il consumismo e identificazione personale attraverso l'oggetto posseduto è costretta a confrontarsi con la realtà e la natura degli oggetti del culto moderno che possono essere snaturati, compressi, distrutti e possono essere cambiati nella forma, perdendo la loro bellezza originaria e venir spogliati dell'attrazione che ci colpisce e ci induce ad acquistarli.
L'opera acquista un valore aggiunto qualora si arrivi a comprendere che un'identificazione sociale attraverso ciò che si possiede può tranquillamente essere ridotta ad un nucleo compatto di lamerie inutilizzabili.