lunedì 2 aprile 2012

Francisco Goya - Crono Divora I Suoi Figli - 1821-1823

Il raggiungimento di uno status sociale elevato per un pittore non è necessariamente proporzionale alla sua ricchezza economica. Per assurdo, un artista può vessare in condizioni di quasi estrema povertà ma prendendo la decisione di creare solo per sé stesso raggiunge una posizione invidiabile da tutti coloro che vivono la propria Arte non propriamente come una forma di espressione ma come un mezzo di sostentamento.
La tragicità, oscurità, durezza e quasi insostenibile drammaticità di questa scena non vuole disturbarci per l'orrore che emana. Quest'opera è un estremo tentativo di Francisco di togliere dalla sua mente delle idee che hanno preso questa forma, trasportarle e imprigionarle nel disegno e nei colori e liberarsene.
Le sensazioni e i pensieri di una vita prendono forma e consistenza nella nostra mente e un pittore ha la possibilità di trasportare tutto ciò su una tela. Non siamo di fronte ad una pittura noir o gotica... siamo di fronte alle paure, incubi o, forse in modo più appropriato, hai sentimenti di Francisco per la vita e il suo senso. L'opera non ha valore in sé, per acquisirlo dobbiamo viverla come una sorta di portale che ci apre un universo infinito che non ha stelle ma pensieri, i pensieri di Francisco.