lunedì 13 febbraio 2012

Georges De La Tour - La Maddalena Penitente - 1630-1635

Non esiste soggetto più intimista della Maddalena, che invita alla riflessione sulla nostra vita e su noi stessi. Per secoli è stata un classico della Pittura, con simboli e caratteristiche ben codificati. Finchè in questa tela De La Tour apporta una rivoluzione al tema che stravolgendone le caratteristiche rimane fedele alla tradizione. Spariti i lunghi capelli che ricoprono il corpo nudo e tolto il teschio dalla sua posizione centrale e di medium nella riflessione su sé stessi.
Il teschio viene rilegato quasi nell'ombra, giusto per far notare la sua presenza e aiutare a riconoscere il soggetto del quadro, che in questo caso è vestito di tutto punto e al suo posto troviamo una candela, che non solo ha rapito completamente l'attenzione della protagonista ma si propone a noi (e a lei) come una porta che si apre verso noi stessi e ipnotizzandoci con la sua luce ci fa sondare aspetti che magari non conosciamo o abbiamo rilegato nell'ombra.
La grande maestria di De La Tour è stata quella di utilizzare dei colori così caldi nel chiaroscuro da riprodurre fedelmente non solo i bagliori della luce, ma anche il suo calore e soprattutto la capacità magnetica che una fiamma ha nella Realtà e permetterci di compiere quel viaggio da cui spesso si ritorna cambiati, ma a volte si potrebbe anche non tornare.