giovedì 23 febbraio 2012

Andy Warhol - Campbell's Soup - 1964

La Pop Art è da sempre sotto i riflettori della critica e spesso e oggetto di critiche caustiche.
Idiozia? Truffa milionaria? Colpo di genio? Come possiamo considerare questa forma d'arte che è stata madre di molte tendenze odierne?
Una caratteristica tipica dell'Arte è quella di offrire un'infinità di punti di vista ed essere aperta ad altrettanti giudizi, essendo informe come l'acqua e come essa si adatta alla forma mentis di ognuno di noi.
Un aspetto va considerato prima di spezzare una lancia in favore della Pop Art.
L'Arte è da sempre specchio dell'essere umano e spesso tende a sacralizzare ciò in cui si ripone fiducia e ciò che riesce a migliorare la condizione dell'umanità. Fino a qualche secolo fa questo privilegio era ad appannaggio della religione. Oggi l'uomo comune non trova più nella religione le domande a cui cerca risposta. Il consumismo, il benessere (reale o presunto), la società attuale trovano la loro massima espressione nell'oggetto, nel valore economico dell'oggetto e questo aspetto ha una forte influenza non solo sull'immagine di chi lo possiede ma anche sul prestigio sociale. Non a caso la Pop Art sacralizza quegli oggetti che sono diventati il nuovo culto religioso dei nostri tempi, il commercio.