giovedì 15 dicembre 2011

Salvador Dalì - Venere Di Milo A Cassetti - 1936

E' irriverenza nei confronti dei classici, pilastri portanti della nostra cultura?
Che lo sia o meno, credo che nessuno di noi lo possa dichiarare con certezza assoluta. Un aspetto di quest'opera è decisamente importante: la creazione artistica deve passare dai classici, senza i quali non avrebbe radici e di conseguenza sarebbe senza una struttura portante indispensabile al suo stesso esistere. Che una statua poi venga attualizzata e ci si permetta di divertirci non credo sia così irriverente, anzi, è il risultato di una grande verità:l'ironia è indispensabile per sopravvivere alla pazzia che imperversa nel Mondo.
Che poi si voglia sfidare le proprie radici culturali, dimostrando di poter copiare e migliorare ciò che si reputa di assoluta perfezione e bellezza, è un vezzo che sono pochi grandi posso realizzare senza correre il rischio di essere schiacciati da una grandezza (quella dei classici) a loro superiore.
Salvador Dalì si propone come un baluardo di autostima salda e di capacità ironico-artistica senza precedenti... senza dimenticare che le basi della sua arte erano la voglia di dar libero sfogo alle illogiche immagini del nostro cervello, quando la razionalità viene messa a tacere...